Antiche leggende sui gatti

5 antiche leggende sui gatti

Al giorno d’oggi i gatti spopolano su Tik Tok e Instagram. Tra video di salti goffi, agguati feroci, e fusa roboanti, passeremmo ore a osservarli. Qualche tempo fa, però, l’uomo era più diffidente nei confronti di questi piccoli felini, ne stava ben alla larga e li temeva come la peste. Proprio da questa diffidenza nacquero nei secoli, e attraverso i continenti, molte leggende sui gatti. Qui sotto trovi le nostre 5 leggende sui gatti preferite.

L’origine della fierezza dei gatti

La prima leggenda spiegherebbe quell’aria fiera che caratterizza i nostri felini. Una fierezza che spesso sfocia in presunzione. Il racconto risale ai tempi biblici del Diluvio Universale, quando tutte le coppie di animali erano ormai già salite sull’Arca di Noè. Mancavano all’appello solo i gatti, che in realtà non erano proprio stati contemplati dal patriarca biblico. Forse temeva che avrebbero usato le vele come tiragraffi. Fatto sta che gli animali imbarcati si sistemarono nella stiva, Noè si mise al timone e l’arca prese il largo. 

I topi, che si riproducono come…beh…topi, non persero tempo, si moltiplicarono alla velocità della luce e cominciarono a rosicchiare le preziosissime risorse di cibo. Noè, disperato, chiese un miracolo a Dio, che per tutta risposta fece starnutire i leoni presenti sull’Arca (ah, i tempi pre-covid!). Dal loro muco nacque una coppia di gatti che, senza por tempo in mezzo, procedette allo sterminio dei ratti. Chissà se ogni topo ucciso venne presentato ai piedi di Noè in dono. 

Una volta attraccata l’Arca in un porto sicuro, Noè ricompensò i gatti concedendogli di sfilare in testa alla processione di disimbarco. La leggenda vuole che proprio per questo motivo i gatti sono animali fieri, che camminano sempre a testa alta. 

Le più divertenti leggende sui gatti
In effetti, un po’ se la tirano i gatti.

I gatti Dissennatori e infanticidi

Non tutte le leggende, però, rappresentano i gatti come protagonisti eroici. Al contrario, in molti racconti tradizionali questi animali portano sfortuna, disagio e, addirittura, morte. In Inghilterra, ad esempio, per secoli le persone hanno temuto che un gatto potesse saltare nella culla del loro neonato e “succhiargli” il respiro fino a soffocarlo a morte. Allegri questi inglesi, non trovi? Ad attirare il gatto, sempre secondo la narrazione, era l’odore del latte materno che l’infante aveva sulle labbra. Ora, in che modo un gatto potesse improvvisamente trasformarsi in Dissennatore, non ci è dato sapere. 

Il re dei gatti

Ma passiamo ad una leggenda che ha del surreale. Siamo sempre in Inghilterra, dove forse la mancanza di luce porta ad avere allucinazioni. Nella favola Il re dei gatti, un sagrestano, intento a scavare una fossa, scova un gruppo di nove gatti neri con macchie bianche sul petto che trasportano una piccola bara sulla quale è appoggiata una corona. Uno dei gatti parla al sagrestano e gli dice “Dì a Tommy Tildrum che Timmy Toldrum è morto”. L’uomo corre a casa, racconta tutto alla moglie e insieme cercano di capire chi sia questo Tommy Tildrum. Il loro gatto domestico, a quel punto, esclama “come? Timmy Toldrum è morto? Allora sono il re dei gatti!”. Il gatto di casa, detto Old Tom, entra nel camino, scala la canna fumaria e sparisce per sempre. 

Ci ho ripensato, forse il problema degli inglesi non è la mancanza di sole, ma le troppe pinte di birra. 

Il demone felino del Medioevo

Secondo le credenze del Medioevo, i gatti fungevano da assistenti personali al Diavolo nel trasporto delle anime. Si credeva che i peli della coda del gatto fossero i peli del Diavolo, e che fossero proprio questi a tenerli svegli tutta la notte, mentre le creature cristiane dormivano. Inoltre, un gatto seduto su una tomba, significava che il defunto era posseduto da Satana. Se invece sulla tomba si vedevano litigare due gatti, si credeva che fossero un angelo e un diavolo che combattevano per l’anima del morto. Da questo deduciamo che i cimiteri di una volta erano molto più frequentati e movimentati. 

Leggende sui gatti
Ecco un chiaro esempio di gatto demonio.

Una leggenda spinosa e senza senso

Ma è direttamente dal Messico che arriva la leggenda più bizzarra. Questa narra di un gatto cactus. Sì, hai letto bene. Siamo nel deserto dell’antico Messico dove, la storiella narra, si aggirava un gatto che al posto della pelliccia aveva le spine. Questo “Gattus” si aggirava tra i cactus e li squarciava con le lame che aveva al posto degli artigli. Una volta bevuto il succo di 80 cactus, ubriaco marcio, il gatto spariva nel deserto. 

Mi sa che la Tequila, in quel periodo, circolava già nei bar e nel sangue dei Messicani.

Le leggende sui gatti sono tantissime e arrivano da tutto il mondo. Siamo curiosi di sapere qual è la tua leggenda preferita e, se non è tra queste, di leggerla in un tuo commento.